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Giovanni Bozzolo
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anno agonistico 2025
by nuotomaster.it
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Alghero, 27 settembre Alghero, cuore pulsante del Mediterraneo Alghero, perla della Riviera del Corallo, dove il mare abbraccia le antiche mura catalane. Noi ne ammiriamo le torri aragonesi, i suoi flutti e le sue storie millenarie. Qui, il Mediterraneo si tinge di mille colori al primo bacio dell'alba sarda. Qui inizia l'ultima sfida dell'anno, l'ultimo capitolo delle gare nelle acque salate. Nel mare cristallino, dove ogni bracciata è una gioia e dove il tempo si dissolve nell'azzurro, la fatica diventa pura estasi e i chilometri scorrono veloci mentre il cuore segue il ritmo dei respiri e osserva Capo Caccia che veglia in lontananza. Mentre l'entusiasmo trionfa sulla sofferenza, ogni movimento nell'acqua, produce sensazioni che toccano l'anima e fanno giungere gli atleti al traguardo agogniato. Nel pomeriggio, quando il mare si risveglia e le onde giocose ci risfidano, noi con coraggio affrontiamo, con le braccia che fendono l'acqua ribelle, il miglio di pura adrenalina. Superando la stanchezza e mescolando al sudore il nostro divertimento. Alghero ci applaude dai suoi bastioni. Per questa festa di sport e passione, celebriamo sotto il cielo sardo, l'ultima pagina di questa stagione agonistica. Da tutta l'Italia noi siamo giunti, ed uniti dalla passione per il mare e per il nuoto, in questa isola magica, in questo paradiso chiamato Sardegna, ci salutiamo sentendoci tutti campioni. Testo e immagini di Monica Putzolu | Isola delle Femmine, 20-21 settembre Nelle acque di Palermo, dove il sole bacia il mare, c'è un'isola che custodisce storie da raccontare. L'Isola delle Femmine, con le sue onde che danzano, ha visto i nostri corpi stanchi che ancora avanzano. Gara dopo gara, bracciata dopo bracciata, i muscoli gridano basta, la fatica è pesante, spietata. Ma c'è qualcosa di magico in questi mari azzurri, qualcosa che va oltre i cronometri e i sussurri. Non importa se arrivi primo o se arrivi ultimo, se il tuo tempo è da record o se è più modesto e intimo. Quello che conta davvero, quello che resta nel cuore, sono le risate condivise e questo incredibile calore. Qui, tra schiuma e salmastro, nascono amicizie vere, quelle che durano oltre le gare, oltre le primavere. Compagni di bracciata diventano fratelli del mare, uniti dalla passione che ci spinge a continuare.
E quando le gambe tremano e il respiro si fa corto, quando pensi di mollare tutto e cercare un porto, ti guardi intorno e vedi questi luoghi da sogno, questa bellezza che ti ricorda perché ci hai messo impegno. L'open water è maestra di vita, lo sappiamo bene: ci insegna che le avventure più belle son quelle che si condividono insieme. Che la vera vittoria non è scritta su una classifica, ma nei legami che si creano, in questa magia magnifica. Così, mentre il sole tramonta sull'isola dorata, portiamo con noi più di una semplice nuotata. Portiamo amicizie nate tra onde e coraggio, ricordi preziosi di questo meraviglioso viaggio. L'Isola delle Femmine ha visto le nostre fatiche, ma anche le nostre gioie, sincere e antiche. E quando torneremo, stanchi ma felici, sapremo che questi momenti sono i più complici.
Testo e immagini di Monica Putzolu e Annamaria Mangiacasale | Mondello, 13-14 settembre Quando l'alba bacia Mondello, il mare si veste d'oro e turchino, Monte Pellegrino sveglia il suo profilo mentre ogni atleta prepara la sfida mattutina. Le braccia si tuffano nell'acqua, spezzano cristalli di luce nascente, il cuore batte forte nel petto dell'atleta che sfida la corrente. Ogni bracciata è una preghiera, ogni respiro un canto di libertà, mentre Palermo si specchia nel mare e la Conca d'Oro brilla di maestà. Le onde sussurrano storie antiche, di Fenici e di re normanni, ma oggi è solo il presente che conta: muscoli tesi e sogni titanici. Al calar del sole dorato, quando il cielo si tinge di porpora e rame, ci si prepara alla prossima sfida sul mare. Io osservo dalla riva, con gli occhi pieni di tecnica e passione.
Il Palazzo dei Normanni veglia dall'alto sulla gara, i Quattro Canti della città benedicono ogni bracciata. Nel silenzio pre-vittoria, quando il traguardo si avvicina, l'emozione sale dal cuore come una marea cristallina. Il sole bacia l'orizzonte, la folla esplode in un grido, mentre il mare di Mondello accoglie un campione nel suo lido. Due gare, due momenti di gloria, alba e tramonto a fare da cornice, Palermo che abbraccia i suoi nuotatori e il mare che ogni sogno benedice. L'atleta vittorioso e Greg sono uniti nella passione del nuoto, mentre Mondello sussurra piano: Vi aspettiamo per le prossime gare
Testo e immagini di Monica Putzolu | Piombino C. It, 05-07 settembre Tre giorni a Piombino per i campionati italiani open water 2025 Tre giorni di mare e di sfide, a Piombino le acque ci chiamano, bracciata dopo bracciata un anno di fatica si svela. I muscoli parlano di allenamenti, di km percorsi nel silenzio, di sveglie all'alba quando il mondo dorme e noi già sognavamo queste onde. Ma oltre i cronometri e le medaglie, oltre il sapore salato della vittoria, c'è qualcosa di più profondo che batte forte nel petto. Sono i volti conosciuti tra le squadre, gli abbracci dopo ogni gara, le pacche sulle spalle bagnate che dicono più di ogni risultato. È il giovane che trema alla partenza e il veterano che gli sorride, è la mano tesa a chi arranca negli ultimi metri di fatica.
E poi, improvvisa come un'onda, una proposta di matrimonio tra gli applausi, sulla terraferma, tra amici e rivali diventati testimoni di gioia. Atleti di ogni squadra si fermano, dimenticando colori e stemmi, uniti in un solo grande abbraccio per celebrare l'amore che nasce. Perché lo sport è questo: cancellare ogni confine, fare di estranei una famiglia che gioisce insieme, che vive insieme. Tre giorni che valgono una vita, dove ogni nuotata è un abbraccio, dove la stanchezza diventa memoria e la fatica si trasforma in bellezza. Il mare custodisce i nostri sogni, le nostre lacrime di gioia e dolore, e quando torneremo alle nostre case porteremo sempre queste esperienze dentro il cuore.
Testo di Monica Putzolu Immagini di Renato Consilvio | Marina di Grosseto, 23-24 agosto Nelle acque cristalline della Marina, dove un tempo il vento portava le vele dei naviganti etruschi verso porti lontani, oggi risuoneranno le gesta di noi nuotatori. Qui, dove la Maremma incontra il mare in un abbraccio eterno di sabbia dorata e onde sussurranti, si celebrera' la danza antica dell'uomo con la natura. Il sole d'Agosto accarezza la superficie del Tirreno mentre i primi atleti si preparano alla battaglia. Le loro figure si stagliano contro l'orizzonte, eredi inconsapevoli di secoli di storia marinara. Questa costa che ha visto passare le navi romane cariche di sale e grano ed ha sentito il grido dei pirati saraceni, ora culla i sogni dei pescatori che ogni notte sfidavano l'ignoto per tornare con le loro reti colme. Come la leggenda del Lancillotto, che creo' il suo mito di cavaliere della tavola rotonda, si narrera' dell' impavido nuotatore che, sapeva leggere dalle correnti marine e creare il suo futuro vittorioso. Si raccontera' di come sara' capace di nuotare per miglia senza mai stancarsi, guidato dall'orizzonte e dalla saggezza antica dei suoi predecessori. La sua andatura salda come una roccia, danzera' sulle onde durante le mareggiate più feroci, e lui, come un tritone emergera' dalle acque, portando sempre con sé la promessa del ritorno a riva vittorioso. Questi stessi flutti accoglieranno le braccia potenti di noi nuotatori che solchiamo la distesa blu con ritmo cadenzato. Ogni bracciata sara' un verso scritto sull'acqua, ogni respiro un dialogo con il mare che ha memoria lunga. La folla sugli scogli e sulla spiaggia urlera' incoraggiamenti che si mescoleranno al rumore delle onde. Saranno le voci degli abitanti e discendenti di questa gente forte e fiera che ha sempre vissuto in simbiosi con questo territorio aspro e generoso. Nelle loro grida ci sarà l'eco delle antiche processioni marinare, di quando si benedicevano le reti e si invocava il favore del mare per i pescatori in partenza. I nuotatori emergendo dall'acqua, gocciolanti e trionfanti, sembreranno uscire dalle pagine di una leggenda. Come il mitico Lancillotto, avranno sfidato le acque e saranno usciti vittoriosi, portando con loro non trionfi cavallereschi ma storie di vittorie conquistate bracciata dopo bracciata. E mentre il pomeriggio volgera' al tramonto, tingendo di oro e porpora il mare del Granducato di Toscana, le ultime gare si concluderanno in un'apoteosi di colori. Il vento di maestrale porterà con sé il profumo della macchia mediterranea, del mirto e del rosmarino che crescendo sui promontori vicini, mescolandosi al sapore di salsedine, rimarra' sulla pelle degli atleti. Qui, dove la storia millenaria della Maremma si intreccia con la modernità dello sport, ogni gara di nuoto diventa un atto d'amore verso questo mare che ha visto nascere civiltà e leggende. E forse, nelle acque più profonde, lo spirito del vecchio Lancillotto sorriderà ancora, vedendo che la sua eredità continuera' attraverso questi giovani atleti che, come lui, faranno delle loro avventure la loro casa, la loro sfida, la loro gloria immortale. Testo e immagini di Monica Putzolu | Taccarossa, 3 agosto Dal litorale di Taccarossa dove la scogliera si tuffa nel vuoto e le falesie raccontano milioni di anni, parte la sfida delle tre miglia marine. Il canale di San Pietro si stende tra l'isola che Dio lanciò nel mare per sbaglio, secondo la leggenda, e la terraferma che sa di miniere. Nell'acqua tiepida d'agosto quando il mare è specchio di stelle, ogni bracciata è una preghiera contro le correnti che ti portano altrove. Sotto, nelle grotte della Mezzaluna che solo il mare calmo rivela, i nuotatori fanno bagliori d'argento tra le posidonie che ondulano antiche.
Le bancate di roccia si specchiano nella superficie che increspa il maestrale, mentre dall'alto le colonne di trachite vegliano silenziose sul nuotatore. Tre miglia nautiche di solitudine, di sale che brucia gli occhi, di quel blu profondo che separa l'isola tabarchina dalla Sardegna. E quando finalmente la rada di Portopaglietto ti accoglie, porti dentro l'anima il sapore di aver attraversato un pezzo di storia.
Testo e immagini di Monica Putzolu | Cagliari Poetto, 26 luglio Sulla spiaggia del Poetto son approdate cuffie colorate come fiori di mare. Il faro di Capo Sant'Elia osserva i nuotatori avvolti dalle corrente marina. Nella traversata del Golfo degli Angeli siam pronti per sette chilometri di acqua aperta, per sette chilometri tra storia, Sella del Diavolo e l'infinito. Il fischio dell'arbitro squarcia l'aria. Cento braccia fendono l'acqua insieme, la schiuma bianca si alza nell'azzurro del mattino sardo. I primi metri sono battaglia: gomiti che si scontrano, gambe che calciano, poi lentamente il gruppo si dirada e resta solo il ritmo, solo il mare. Alla destra, la costa di granito, alla sinistra, l'orizzonte. Davanti, la boa che segna il giro di volta nel cuore del Golfo degli Angeli. Ogni bracciata è una promessa in questa terra che mi ha cresciuto, ogni respiro un giuramento al mare che conosce il mio nome.
I gabbiani seguono la nostra scia, il sole si alza dietro la Sella, l'acqua cambia colore metro dopo metro: dal turchese al cobalto, dall'oro al cristallo. Tremila metri, quattromila, cinquemila. Le braccia bruciano, il sale pizzica la gola, ma questo dolore è dolce perché sa di casa, di appartenenza. Seimila metri: il corpo chiede tregua, la mente risponde con la tenacia sarda. Non si molla, mai, in questo mare che ha forgiato generazioni di testardi. L'ultimo chilometro è pura volontà: Sardegna aspra, mare che mette alla prova i suoi figli più testardi. Tocco il traguardo con il cuore in gola, emergo dall'acqua come una torre spagnola, porto sulla pelle il sapore del Golfo, nelle ossa la memoria ancestrale del mare.
Testo e immagini di Monica Putzolu | Cala Fighera, 20 luglio Sa Gara de Nuoto a Cala Fighera S'iscala po s'abba cristallina, Cala Fighera, coru de sa terra mia, ue su mare cantat sa cantilena de milli'annos, de poesia. Flamingos rosa, alas de seda, volant altos, guardiant sa gara, mentras s'abba salada nos ispeda e dogni bracciada s'ànima ampara. Delfinos ballant in lontanìa, giogant intra s'ondas biancas, custodiant custa nostra ballada de corpos fortis, de fadigas francas. Profumat su mirto in sa brisa, corbezzolo dolce de sa collina, mentras dogni nuotadore s'improvisa poeta de s'abba cristallina. Cala Fighera, sinu de Casteddu, ue sa storia dormit in dogni roccia, dogni goccia de mare nos narrat de chie fiat, de chie ancora s'intoccia.
Flamingos ch'aforrant su sole, delfinos ch'invitant a su giogo, dogni bracciada una paràula, dogni respiro unu dialogo. Terra mia, isula de s'ànima, cun sas tuas acuas de cristallu, dogni borta chi torru t'ànima su coru, comente unu fidzu. A Cala Fighera, ue su bentu portat profumos de sa macchia, dogni gara est unu lamentu d'amore, una eterna abbrazza. E cando sa gara s'acabat, intra applausos chi si perdent, flamingos torrant a sa libertade e su mare nos benedikat, semper.
Testo e immagini di Monica Putzolu | Castellabate, 5-6 luglio Tra le acque cristalline di Castellabate, dove il sole bacia il mare senza pieta', si accende la sfida delle bracciate, mentre il Cilento svela la sua maesta'. Il mare bolle sotto l'arsura dell'estate, la schiuma dorata sugli scogli saluta i nuotatori coraggiosi e le gare tanto osannate Nelle profondita' azzurre e turchine, un dentice giocoso danza leggero, in un balletto d'amore sincero. corteggia la sogliola tra le alghe marine. I nuotatori fendono l'onda ardente, ogni bracciata e' una preghiera al sole, mentre all'orizzonte, dolce e splendente, Capri emerge dalle acque lasciandoci senza parole.
Napoli si staglia in lontananza, con il Vesuvio che veglia solenne, guardiano eterno di questa danza tra cielo e mare, tra antico e perenne. Le pinete profumano di resina, i gabbiani gridano la loro gioia, mentre la gara verso il traguardo cammina e il mare di Castellabate ci accoglie in una gran salamoia. Castellabate, perla del Cilento, dove il mare canta la sua canzone, ogni gara e' un momento di pura, infinita emozione.
Testo e immagini di Monica Putzolu | Brolo, 29 giugno *Onde di Brolo* Tra le acque cristalline del Tirreno, dove il sole bacia le coste siciliane, Brolo si desta al canto del sereno e accoglie le sfide meridiane. Le mie braccia solcano l'azzurro mare come remi d'argento nella corrente, mentre l'antica Rocca sembra guardarmi, custode silente del mio cuore ardente. I Nebrodi si ergono corona verde su questo teatro d'acqua e di coraggio, dove ogni bracciata dolce si perde nel ritmo sacro del nostro viaggio. Bianca la spuma ci avvolge danzando, tra flutti che l'anima ardita canta, mentre torre e scoglio van dialogando e il Cristo silente dal fondo ci incanta.
Nelle trasparenze del mare profondo, emergono sogni di prore perdute, spiriti antichi che danzano al mondo con melodie piu' dolci e parute. La partenza risuona, il cuore s'accende, nel Mediterraneo che al suo seno ci stringe, ogni respiro, alla promessa propende. Tra scogli di lava che il tempo ha scolpito, Brolo, gemma nel manto turchino, custodisce la nostra gara e sognare non e' piu' proibito.
Testo e immagini di Monica Putzolu | Isola del Giglio, 21-22 giugno Su fondali di granito antico, custodisce l'Elba, un memore intrico. Nuotatori impavidi, al richiamo del mare, son pronti con coraggio a sfidare e osare. Il fischio di partenza nell'aria risuona, mentre ogni braccio l'acqua fende e perdona. I respiri affannosi si susseguono nel blu, verso il traguardo che si avvicina sempre di piu'. Con fatica e sudore nel mare salato, Campese fa da specchio a chi lo ha osannato. Le anime sfidano le correnti marine, mentre il sole disegna luci cristalline.
I corpi scolpiti come statue d'oro, emergono dall'acqua ed e' questo il vero tesoro. Il vento sussurra di gloria eterna, ed ogni onda fa' eco alla forza interna. Le medaglie che stan sul petto fiero, son come stelle cadute dal nostro pensiero. La vera vittoria brilla nel riflesso, di chi ha lottato dando tutto se stesso. Di roccia e di sale, nell'alba immortale, la memoria diviene il ricordo che vale. Di questi istanti che il tempo non cancella, l'Isola custodisce come fosse un'ancella.
Testo e immagini di Monica Putzolu Il penultimo week-end di giugno offre tantissime gare lungo tutta la penisola, ma al cuore non si comanda e opto come sempre per il Giglio. Sulla spiaggia del Campese ho scritto altre volte, quindi non annoiero' nessuno.... leggi il seguito del report di Raffaele Gambigliani Zoccoli | Nora - Pula, 14-15 giugno Dalle rovine fenicie, l'eco risuona e nei templi di Nora la sfida incorona. Nuotatori capaci si schierano audaci, pronti alla lotta tra i flutti rapaci. Sulle rive di Pula, dove il vento respira, si avviano alla gloria cui tanto si aspira. Tra loro si fondono adrenalina e coraggio, orgoglio e spirito del nostro antico retaggio. Salutiam Pula e Nora sorelle d'amore che rimangon custodi di antico splendore. Con loro ogni sfida diventa clamore lo porteremo dovunque nel cuore con fervido ardore. Testo e immagini di Monica Putzolu. | Cavi-Sestri, 01 giugno Siam venuti a gareggiare, per la Sestri omaggiare. Fresca e buona e' l'anguria ma ancor di piu' la Liguria. Cinquant'anni son trascorsi, w la torta, presa a morsi. Grande festa ed allegria con nuotate in compagnia Tutti insieme a festeggiare sia le gare che il ballare. Salutiamo con la mano, e il nuovo anno confermiamo Testo di Monica Putzolu. Immagini diverse |
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