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Giovanni Bozzolo
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Senigallia 2011
di raffele gambigliani zoccoli
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A Senigallia c'è la notte bianca, la movida invita a far tardi e così all'una del mattino siamo ancora a mangiare e finisce che dormiamo tutti pochissimo.

Come per Baratti siamo in tanti - modenesi che scelgono la riviera piuttosto che i campionati italiani di Bracciano, un po' perché è più comoda e un po' perché (forse) speriamo di guadagnare qualche punto in più rispetto alla gara nazionale.
Per il fondo ci sono Giulia dei Vigili del Fuoco, Francesco del Nuoto Grosseto, Chicco, Marco e Massimo della Sea Sub, mentre Roberto, Anna e Stefano scelgono la corta del mezzofondo. Solo Raffaele Riccò decide di andare a Bracciano, dove riesce (bravo!!!) a vincere nella sua categoria M30.
Anche se siamo di squadre diverse siamo in possesso di un nuovo “equipaggiamento” che ci permette di riconoscerci a distanza: una cuffia verde un po' puzzolente ma molto fosforescente. L'idea è di Paola (brava!), che nelle sue gare di Triathlon affronta gruppi molto più numerosi dei nostri.

Il ritrovo è alle otto e il mare di prima mattina sembra un olio.
La punzonatura è un po' lenta (peraltro con gradita maglietta) e ritarda la partenza.
Il campo gara è un rettangolo da compiere in senso orario due volte. Il primo lato lungo è facilitato dalla presenza del molo, il secondo da una boa di direzione e da uno degli organizzatori che armato di un pattino e di una vistosa bandiera si colloca lungo la linea immaginaria del percorso (bella idea da suggerire anche per le altre gare!).

Chicco e Francesco, che hanno “assaggiato” l'acqua il giorno prima, ci hanno già preavvisato sulla folta presenza di meduse - piccole e trasparenti e pertanto impossibili da evitare. Per chi come il sottoscritto non è allergico l'unica conseguenza è rappresentata dal dolore urticante (che se ne va in un'oretta e non lascia segni), ma qualcuno meno fortunato sarà costretto a ritirarsi e a farsi assistere dall'ambulanza di gara.

Anche se non siamo moltissimi la partenza è in due gruppi, uomini prima e donne tre minuti più tardi.
Cerco di partire con un buon ritmo, ma rimango subito solo perché il grosso del gruppo sceglie una linea esterna che non condivido, visto che la prima boa è perfettamente allineata alla nostra partenza. Mi ricongiungo con un master solo alla prima boa di direzione (verso la fine del primo lato lungo), lo supero e cerco di recuperare il gap con un secondo master dalla cuffia gialla che ci precede di una decina di metri. Lo prendiamo sul primo lato corto e proprio mentre una medusa mi avvolge il braccio comincio il ritorno del primo giro tirando l'andatura per il piccolo gruppetto. Allungo fino alla fine del primo giro, senza nessuno da inseguire perché il gruppo successivo è a cinquanta metri e troppo lontano. All'inizio del secondo giro il master dalla cuffia gialla mi passa e comincia ad allungare sino a quando non riprende (bravo) il gruppo che ci precede. E' un gruppo troppo veloce per me e visto che è impossibile superarli mi accodo per il resto della gara. A metà del secondo giro prendo una medusa per la terza volta, questa volta mi “accarezza” sul viso, ma anche questo incontro è senza conseguenze se non per il dolore immediato.
In volata vengo bruciato praticamente da tutti e rimango alle spalle del mio gruppetto (anche se non tutti sono perfetti nell'imbocco dell'imbuto…), settimo su dodici nella mia categoria.

Aspetto l'arrivo degli altri; Marco, Chicco e Francesco arrivano insieme, poi Massimo e Giulia (che vince la sua categoria, brava!).
Il buffet è ricco è abbondante. Chiacchierò un po' con il gruppo dei bolognesi (Luca è arrivato primo tra i master, bravissimo!!!) e come sempre scappo verso Modena per non rimanere imbottigliato nel traffico.

 
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