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Giovanni Bozzolo
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Marina di Grosseto
di raffaele gambigliani zoccoli
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A Marina arrivo con Marika il sabato alle 14 e vediamo subito che il mare è in condizioni proibitive. Molto vento e molta onda. Cerco Giuseppe Bosco dell'organizzazione per chiedergli conforto. "Domani si parte" sorride, "questa mattina il mare era un olio". Riguardo il mare e non sono molto convinto, ma visto che lui è del posto...

Più tardi arrivano gli altri modenesi iscritti al Nuoto Grosseto, Francesco Gamberini, Francesco Muzzioli e Valeria Zane. Verso sera, quando il mare comincia ad essere meno arrabbiato, con i primi due decidiamo di "sentire" l'acqua, visto che i ricordi dell'anno passato - l'acqua gelata - erano terribili per tutti. Ci tuffiamo in costumino e facciamo circa 500 metri. L'acqua non è calda ma non è nemmeno fredda, non ci sono problemi a nuotare se non per l'onda molto fastidiosa.

In spiaggia si riposa anche Nicola Fratti della Modena Nuoto. Anche lui ha sentito l'acqua: "uno spettacolo!" esulta.

Aperitivo con Nazareno del Nuoto Grosseto e poi via con i modenesi ad abbuffarci di pesce.

La domenica arrivo in spiaggia alle otto. Il vento si è calmato e l'acqua è "quasi" un olio: Giuseppe aveva ragione. Dopo le vicissitudini dell'anno passato mi fermo dai giudici per far controllare il costumone a cui ho fatto togliere la zip da una sarta. Prima scuotono la testa, poi ricontrollano e approvano: "complimenti alla sarta, lavoro perfetto". Il costumone è quindi omologato per questa gara, ma mi dicono di farlo sempre controllare, qualche giudice potrebbe pensarla diversamente.

Finita la punzonatura vado a "risentire" l'acqua. Ahia! Fredda. Molto Fredda.
Non gelata come l'anno scorso, ma nemmeno tiepida come il pomeriggio precedente.
Comincio la meticolosa preparazione, crema protettiva, costumone, vasellina, un vasetto puzzolente di canfora (servirà!) versato internamente al costumone e sali minerali.
Guardandomi in giro vedo gente sempre più "tosta". Tutti gli altri miglioro e tutti gli anni retrocedo in classifica, se continua così dovrò proprio trovare un altro sport, anche se il richiamo del mare è troppo forte....

Partiamo un po' in ritardo, verso le undici, dopo gli agonisti e la nazionale al completo (vincerà Cleri).

Il mare sta cominciando ad alzarsi.

Entro in acqua all'ultimo momento possibile per evitare il freddo. Comincio a gareggiare all'estrema sinistra del gruppo, ma vengo risucchiato quasi subito.

Nuotare come piace a me (in scia!) è impossibile, non si riesce assolutamente a vedere le gambe di chi sta davanti, si può solo controllare il gruppo alzando la testa. Per i primi trecento metri prendo le solite botte, complice qualche onda siamo uno sopra l'altro, poi riesco a spostarmi di nuovo ai margini del gruppo, questa volta all'estrema destra.

Sento molto freddo, al corpo e alle mani, non come l'anno scorso ma ci siamo vicini.

Comunque nuoto bene a lato di un gruppone molto numeroso, cercando di nuotare da solo, specie da quando comincio a vedere distintamente la boa.

Nuoto così, ai margini di un gruppone, per tutto il primo giro. Siamo a favore di corrente nel primo lato lungo e nell'ultimo lato corto, a sfavore nei due tratti centrali del rettangolo di gara da percorrere due volte. A metà del lato lungo di ritorno ho la prima crisi di freddo, fatico a sentire le mani - ironicamente penso che sarà difficile alzare la mano se decido di ritirarmi, visto che non riesco più a sentirla....

Intanto finisco il giro, il gruppo si sfila, qualcuno dietro, qualcuno davanti davvero imprendibile e presto rimaniamo in tre.

Comincio a pensare meno al freddo e più al mare, che si è improvvisamente alzato. Nel lato a favore tutto bene, ma quando dobbiamo fare l'ultimo lato lungo si fa molta fatica ad avanzare. Con il gruppo dei tre provo a fare la mia parte, ma non riesco a superarli ed è impossibile anche stare affiancati, c'è troppa onda e si finirebbe sempre uno sopra l'altro. Rimango dietro, ma non in scia visto che è impossibile, nuotiamo tutti come dei pallanuotisti tra le onde.

Ogni tanto superiamo qualcuno che è in evidente crisi di freddo. Master che sono praticamente fermi nella corrente e che forse farebbero meglio a ritirarsi.

Bevo qualcosa ad ogni bracciata, sana acqua fredda di mare....

Nell'ultimo lato corto nuotiamo a favore di corrente verso riva, sembra di essere sui cavalloni e andiamo a razzo. Provo a riaffiancarmi agli altri due, ma passata l'ultima boa ci fermiamo tutti per controllare l'imbuto: "se lo sbagliate vi squalifichiamo" era stato l'ammonimento dei giudici e dopo tutta questa fatica e questo freddo nessuno dei tre ne ha voglia. Allo sprint di questo minigruppetto finisco secondo, quando mi tiro su barcollo dal freddo e non riesco a ringraziare il primo che è già sulla spiaggia, abbraccio solo il terzo che ha qualche anno più di me.

Mi volto verso il mare e vedo che è veramente arrabbiato, come il sabato precedente.

E poi via a scaldarsi (ci vorrà una buona mezzora), al ristoro prima e con la pasta dopo, il tutto offerto dalla splendida organizzazione, che come gli altri anni ci ha messo a disposizione anche ombrelloni e lettini.

Parto subito dopo le due per evitare il traffico - mentre gli organizzatori stanno decidendo il da farsi sulla gara di mezzo fondo - non prima di aver dato uno sguardo alle classifiche già uscite.

Un'ora e ventuno, come prevedevo (sic) sono lontanissimo in classifica generale e immagino di aver fatto i soliti cinque punti nella mia nuova categoria (m40). I "ragazzi" della Modena Nuoto (Marco Affronte e Nicola Fratti) mi hanno battuto e io sono riuscito a stare davanti ai modenesi iscritti con il Grosseto.

Grazie ancora a Giuseppe e a tutto il team del Nuoto Grosseto (con solo un appunto, l'anno prossimo non si potrebbe aspettare un'altra settimana per avere più caldo?) e mentre riparto verso Modena penso che finalmente la stagione è ricominciata!

Raffaele Gambigliani Zoccoli

 
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