In pineta a Baratti arrivo presto e i primi che incontro sono i giudici, impeccabili nelle loro divise, che in cerchio stanno seguendo il briefing di Marco. Poi incrocio Giampaolo - che con il suo staff del Nuoto Piombino ogni anno riesce a farci sentire a casa nel paradiso di Baratti - e dato che questo e' l'unico anno in cui ci incrociamo in categoria gli faccio i migliori auguri per la sua gara.
Giudici e organizzatori - questa volta parto da dove finisco nelle altre pagine del mio diario: con i complimenti a tutti quelli che fanno della Maratona un evento impeccabile. Uno spunto di merito su tutti: le barche di appoggio. A volte mi capita di fare gare in altri circuiti in cui nuoto per oltre un'ora senza vedere quasi nessuno - alla Maratona c'erano tante barche, avvertivi la loro presenza (discreta) e ti sentivi al sicuro, bravi!
Ma torniamo alla gara.
Sulla spiaggia non c'e' praticamente vento ma il mare non e' calmo. Negli ultimi giorni c'e' stata una mareggiata per cui da una parte c'e' onda lunga, dall'altra manca completamente quella perfetta visibilita' (e bellezza) che ha normalmente l'acqua di questo Golfo. Non posso dire che la visibilita' nell'acqua sia come quella della Riviera (perche' altrimenti non mi fanno piu' iscrivere alle gare in Toscana) ma siamo molto lontani dal top.
Punzonatura veloce con gradita maglietta - gradita anche per i nostalgici della stoffa come me - e siamo pronti per la gara. Il percorso e' quello dell'ultima edizione: si parte all'altezza del Circolo Velico, si costeggia la parte destra del golfo di Baratti, si esce verso nord puntando allo scoglio dello Stellino per poi tornare in senso antiorario attraversando tutto il golfo fino al porticciolo; infine un ultimo lato corto chiude la nuotata riportandoci al punto di partenza e all'imbuto: un unico giro di 7,6 Km. Ci sono una decina di boe, alcune da tenere a destra, alcune a sinistra - e visto che alla mia eta' e' ormai impossibile memorizzare l'esatta sequenza mi auguro vivamente di riuscire sempre ad avere qualcuno davanti che abbia capito l'esatta combinazione da tenere.
A partire siamo oltre centosettanta - record per la Maratona, l'ottimo lavoro fatto anno dopo anno ha dato i suoi frutti - e i giudici decidono di rendere "vera" la gara e di farci partire tutti insieme.
Al via sono (come sempre) l'ultimo sul lato destro e mi faccio tutto il primo lato da solo. Alla boa vengo "risucchiato" in un gigantesco gruppo di un'ottantina di master. Sono abbastanza allergico ai grupponi, ma il mare agitato - in alcuni punti le onde ti "avvolgono" - favorisce il concentramento e per non prendere inutili botte me ne rimango nelle retrovie cercando di seguire chi come me non ama le gambate a rana. All'inizio del ritorno il gruppone inizia a sfaldarsi e faccio cinque o sei scatti per "cucire" gli spazi lasciati aperti da chi non riesce a reggere il ritmo dei battistrada. All'ingresso del golfo, a forza di "cucire", mi trovo improvvisamente in scia a Leonardo. e' il destino - mi dico, - quante Maratone abbiamo nuotato insieme Leo? E cosi' rimango buono in scia al Leo per oltre un chilometro - ma anche lui perde i battistrada e lungo i lati delle ultime tre boe abbandono Leo (sic) e provo - senza riuscirci - a "cucire" la distanza con chi mi precede. Al traguardo Raffaele e' gia' arrivato e in un lapis arrivano anche Stefano, Marco, Andrea ed Eleonora.
Ci sarebbe da parlare del buffet, delle classifiche veloci - ma i complimenti questa volta li ho gia' fatti - e quindi - come sempre - scappo dal paradiso per evitare il traffico.
A presto
Raffaele
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